C’è poco da stupirsi se nel paese europeo in cui le aziende sono più tartassate di tasse anche i prezzi della polizza auto non temono rivali con gli altri stati membri dell’Unione Europea. Nel 2015, infatti, i premi Rc auto sono sì scesi rispetto agli anni passati, ma restano comunque tra i più alti d’Europa. Lo ha sottolineato Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), nel corso della sua relazione annuale.

I contratti con clausole di riduzione del premio legate alla presenza della scatola nera”, dichiara Rossi, “sono giunti a un sesto del totale. Un confronto tra i premi medi per l’assicurazione obbligatoria al netto delle tasse e contributi è possibile per quattro paesi: Francia, Germania, Italia e Spagna. Nel 2011 si pagavano in Italia 234 euro in più rispetto alla media degli altri tre paesi; stimiamo che lo scorso anno il divario si sia ridotto a circa 150 euro“. Un passo in avanti, ma ancora non sufficiente.

L’altro problema atavico del nostro paese per ciò che riguarda le assicurazioni sono le frodi. A questo proposito, qualcosa si sta muovendo: “Si stima che già oggi l’attività antifrode delle compagnie abbia consentito una riduzione dei costi dei risarcimenti pari all’1,5% dei premi“, sostiene il presidente dell’Ivass, che poi si dice fiducioso dell’impatto che potrà avere “il nuovo Archivio integrato antifrode che l’Ivass ha lanciato nei giorni scorsi. L’Archivio mette insieme un miliardo e mezzo di di singole informazioni sui veicoli, immatricolazioni, patenti, polizze, danneggiati, testimoni, periti“.

A tirare la corsa nella raccolta sono state lo scorso anno le polizze vita unit-linked, i cui premi hanno raggiunto 32 miliardi (da 22 miliardi nel 2014). Per le polizze vita tradizionali a prevalente contenuto obbligazionario e con rendimenti minimi garantiti, i premi sono invece scesi a 76 miliardi dagli 82 del 2014. I premi per la responsabilità civile auto, Rc auto, hanno mostrato una nuova diminuzione rispetto all’anno prima, del 6,5%, da attribuire però alla riduzione dei prezzi, non dei volumi, essendo il parco veicoli rimasto stabile.