Brutte notizie per il governo Renzi: secondo l’Istat nel primo trimestre del 2014 l’Italia è ripiombata nella recessione. Rispetto al trimestre precedente siamo ad un -0,1%, mentre se il confronto è con lo stesso periodo dell’anno passato siamo ad un -0,5%. Se vi ricordate nell’ultimo trimestre del 2013 il Pil era aumentato dello 0,1%, interrompendo nove trimestri negativi di calo del Pil. I dati italiani si accoppiano ai dati negativi provenienti dalla Francia: l’economia dei nostri cugini è in stallo nel primo trimestre 2014, mentre l’attesa degli analisti era per un +0,1%.

Anche i nostri vicini hanno i loro problemi a far ripartire l’economia, nonostante loro non siano passati da una feroce recessione e si siano potuti permettere un deficit di bilancio del 4,3%, contro il 3% italiano – e la domanda pubblica influenza il Pil (loro però hanno un rapporto debito/Pil al 91,8% alla fine del 2013). Ritornando alla situazione italiana, il calo del primo trimestre è il risultato di un aumento del valore aggiunto per l’agricoltura, di un andamento in rosso per l’industria e dello stallo nel settore dei servizi.

In Germania la situazione è ben diversa, l’economia tedesca è cresciuta nel primo trimestre dello 0,8% – la variazione annua sarebbe del 2,3%. Questo dato è il migliore degli ultimi tre anni. Bisogna anche rilevare che nell’ultimo trimestre del 2013, il Pil dei crucchi aveva segnato un +0,4%: nel giro di tre mesi il motore economico tedesco ha raddoppiato i suoi giri. Alla luce di questi dati si capiscono meglio le parole della Bce e della Bundesbank a favore di misure straordinarie per rilanciare la crescita in Europa.