C’era chi aveva detto che il Pil italiano, ora che tiene conto anche delle attività illegali sarebbe aumentato del 10% – e anche di più. Gli esperti di statistica della Banca d’Italia la pensano diversamente. Tutta colpa di uno studio pubblicato nella collana Temi di discussioni del nostro istituto centrale. Ora ci viene detto che quello studio “era solo un’ipotesi“, e l’approccio che portava a quella stima non può essere utilizzato nella redazione dei nostri conti nazionali.

E poi non tutta l’economia illegale finirà nel computo del nostro Pil. Ci sarà solo quella che è frutto del consenso di tutte le parti, ma non, ad esempio, le rapine. Per questo l’impatto sul nostro Prodotto Interno Lordo sarà limitato – idem con patate per la bilancia dei pagamenti redatta dalla Banca d’Italia. Si stima che al massimo dovrebbero aumentare le esportazioni dello 0,5% (in percentuale sul Pil).

In definitiva, secondo il direttore Istat della contabilità nazionaleGian Paolo Oneto, l’inserimento delle attività illegali dovrebbe avere “un impatto vicino o appena sotto l’1%”. L’impatto sul rapporto tra il debito pubblico ed il Pil dovrebbe essere ancora inferiore, visto che il numeratore è molto più piccolo del denominatore. Per avere i numeri dobbiamo aspettare la diffusione ufficiale dei primi dati nella nuova versione – in programma per il 3 ottobre.


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