Il governo Renzi ha rivisto le stime di crescita dell’economia italiana.

Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan avevano stimato una crescita dello 0,8% per l’anno in corso e dell’1,3% per l’anno successivo. Purtroppo, secondo i dati, il prodotto interno lordo italiano nel 2014 scenderà dello 0,3%.

Il rapporto tra deficit e Pil sarà al 3% nel 2014, la soglia limite prevista dagli accordi europei e al 2,9% nel 2015. Il rapporto tra il debito e il Prodotto interno lordo volerà al 131,6% (133,4% nel 2015), dalle privatizzazioni entreranno meno soldi del previsto. (foto by InfoPohoto) Il pareggio di bilancio è rimandato al 2017. Quanto alla disoccupazione, quest’anno sarà al 12,6%. Per l’anno prossimo al 12,5%, ma è record negativo per quella giovanile al 44,2%.

“Il quadro macroeconomico è molto deteriorato rispetto al Def di aprile sia in termini di crescita, che è negativa, che in termini di occupazione”, ha detto il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, alla fine del Consiglio dei ministri. “Ma non vi saranno manovre aggiuntive”, ha aggiunto il sottosegretario Graziano Delrio. “Siamo in una situazione che richiama circostanze eccezionali” quindi è “lecito immaginare un rallentamento del processo di aggiustamento del saldo strutturale, che avverrà in misura positiva ma ridotta rispetto a quanto immaginato nel Def di aprile”, ha continuato Padoan. L’aggiustamento strtturale era atteso nell’ordine dello 0,5% annuo per arrivare ad avere conti in regola nel 2016. Ora l’obiettivo è spostato all’anno successivo. “Faremo meno di quanto previsto (cioè lo 0,7% del Pil) ma recupereremo l’anno prossimo”, ammette il ministro Padoan.

Nella legge di stabilità il governo confermerà gli 80 euro e un rafforzamento del taglio del cuneo per le imprese secondo modalità che sono ancora in via di definizione. Allo studio anche l’ipotesi lanciata dal premier Matteo Renzi di rendere disponibile il Tfr in busta paga, un “argomento in discussione” ha detto il ministro Padoan.