I principali indici azionari asiatici hanno chiuso in rialzo sulla scia dell’andamento inferiore alle attese del Pil cinese nel corso del secondo trimestre, che ha alimentato le ipotesi che le autorità politiche e monetarie potrebbero aumentare il sostegno alla crescita economica a partire già dalle prossime settimane. Il rialzo è, comunque, stato contenuto per le incertezze sulle prospettive dell’area Euro, dopo che Moody’s ha tagliato il rating sull’Italia da A3 a Baa2. Il Nikkei ha chiuso a +0,1%, l’Hang Seng di Hong Kong a +0,3% e l’indice della borsa di Shanghai a -0,3%.

Economia in peggioramento

Nel secondo trimestre dell’anno il Pil cinese è cresciuto del 7,6%, meno del 7,7% atteso dagli analisti ed in calo rispetto all’8,1% del primo trimestre dell’anno. Per l’economia cinese si tratta del sesto dato inferiore al precedente consecutivo. Il dato ha alimentato le ipotesi che ci possano essere nuovi interventi a sostegno dell’economia da parte sia della banca centrale, attraverso nuovi tagli dei tassi o riduzione delle riserve da detenere presso la banca centrale, sia del Governo. Segnali di debolezza dell’economia non sono, però, arrivati solo dalla Cina. In Corea, la Banca centrale ha abbassato oggi le stime di crescita per l’anno in corso dal 3,5% al 3%. A Singapore, il Pil è sceso a sorpresa dell’1,1% annualizzato nel secondo trimestre.

Le ipotesi di un maggiore sostegno all’economia da parte del governo cinese hanno favorito le risorse di base, con BHP Billiton salita dello 0,5%. Tra le società esportatrici, Toyota è rimasta invariata mentre Canon ha perso l’1% e Samsung è salita del 4,6%