La Cina sembra impermeabile alla crisi economica che attraversa tutte le economie del mondo. Questa flessione globale degli scambi si può imputare all’interlacciamento tra le diverse piazze affari. La Cina, stando alle stime, sfugge a questa logica.Il PIL cinese cresce e crescerà ancora. Quest’anno, secondo alcune fonti governative, dovrebbe rispettare le stime previste e rimanere oltre il 9 per cento. La preoccupazione per la crisi delle altre economie occidentali anche molto consolidate, non è un affare cinese.

A riferirlo ai giornali è il vice capo del Centro di Ricerca per lo sviluppo del consiglio di stato. L’unica battuta d’arresto che si può prevedere è quella del Pil sul lungo periodo. Un po’ per dire che se le altre economie non riprendono anche la seconda potenza economica mondiale dovrà pagare la sua quota.

Tutte le altre informazioni che arrivano dalla Cina, però, fanno pensare che non sia in crisi. Il China Daily, per esempio ritiene che nel 2010 ci sia stato un incremento della produzione pari al 10,4 per cento. Nel 2011 l’accelerazione potrebbe essere ancora maggiore.

In più c’è da valutare il boom della domanda di investimenti e consumi. Se poi si verificherà un rallentamento, allora potrà essere imputato alla politica monetaria e ai provvedimenti adottati per il settore immobiliare.