Non c’è bisogno di essere un esperto di economia per dire che l’anno che si è chiuso da poco abbia deluso le aspettative dal punto di vista economico. Come ricorda Jan Hatzius di Goldman Sachs “L’anno ha prodotto risultati inferiori al +3% medio globale. Con rare eccezioni, come il Giappone e la Cina, la maggior parte dei Paesi si è attestata a circa l’1% sotto la crescita media attesa del lungo periodo“.

Le aspettative per il 2014, sono migliori, secondo il chief economist di Goldman Sachs: “Ipotizziamo un’accelerazione, soprattutto nei mercati sviluppati, che ci dovrebbe portare vicini agli obiettivi di lungo periodo con +3,5% e oltre“, mentre l’esperto è meno ottimista sull’andamento dei mercati emergenti.

Una visione che viene condivisa in linea di massima dal Fondo monetario internazionale. La crescita mondiale dovrebbe attestarsi al 3,6%, mentre l’Europa non arriverà nemmeno al 2%. E l’Italia andrà ancora peggio con un misero +0,71%. Sempre meglio della Spagna che dovrebbe fermarsi allo 0,17%, mentre meglio dell’Italia dovrebbe fare la Francia (+0,98%), Germania (+1,4%) e soprattutto Regno Unito (+1,87%). Tutti ben lontani dagli Stati Uniti (+2,59%) e soprattutto dalla solita Cina (+7,25%).

Un ottimismo generale che viene condiviso anche dalla Citigroup, che in uno studio annuncia una fase di “ripresa e crescita”. Secondo il suo chief economist “Quello che è rivoluzionario a proposito del 2014 è che gli eventi che potevano paralizzare l’economia mondiale sembrano avere perso il potere di farlo”.

Restano dubbi sulle riforme economiche che dovrebbe ancora compiere l’Eurozona e le tensioni in Cina e Stati Uniti – come lo scoppio di una possibile bolla in Cina e la fine della politica fortemente espansiva della Fed -, “Il 2014 potrà apparire come una versione migliore del 2013. La crescita globale sarà leggermente più alta e solida e dovrebbe passare da +2,4 a +3,1%, mentre le economie avanzate dovrebbero passare da +1,1 a +2%“.

Ci sarebbe insomma “un graduale ritorno alla normalità”. Speriamo che non si sbaglino. Non sarebbe la prima volta.

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