Un anno e mezzo di recessione. Non accadeva dal 1993. Il prodotto interno lordo italiano è calato per 18 mesi consecutivi, come emerge dalla stima preliminare diffusa oggi dall’Istat. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno è calato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Calcolato sull’intero 2012, Il Pil della nostra nazione è calato del 2,2%: si tratta di un vero crollo. L’istituto nazionale di statistica aggiunge che questo calo sintetizza le diminuzioni di valore aggiunto in tutti i comparti economici: agricoltura, industria e servizi.

Ma nemmeno gli altri Paesi europei scoppiano di salute, secondo dati Eurostat. E anche la locomotiva Germania deve fare attenzione. I tedeschi non sono in recessione, ma il loro Pil è calato dello 0,6 trimestrale negli ultimi tre mesi del 2012. Il dato annuo vede una crescita molto contenuta, pari allo 0,7%. Rispetto al 3% registrato nel 2011, si tratta di un vero segnale d’allarme.

Va ancora peggio la Francia, che ha registrato un -0,3% trimestrale, inferiore anche alle previsioni. Del resto l’intera Eurozona non se la passa bene: -0,6% nel quarto trimestre, e -0,3% sull’intero 2012. Gli analisti della Banca centrale europea stimano per il 2013 una crescita dello 0,3%.

Nel filmato qui sotto, un riepilogo sulla stagnazione/recessione nazionale ed europea.

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