Giugno rivitalizzante per Piazza Affari che si avvia a concludere il mese con un bilancio decisamente positivo. L’indice Ftse Mib fa segnare al momento un progresso del 7% circa rispetto ai livelli di fine maggio, seconda solo alla Spagna (+13% per l’Ibex 35) se si considerano le performance delle principali Borse europee. Recuperate comunque solo in parte le perdite di maggio che si era chiuso con un magro -11,78% per il Ftse Mib che proprio nella prima seduta di giugno aveva aggiornato i minimi da marzo 2009 a 12.568 punti. Il bilancio da inizio anno rimane negativo dell’8,8%.
“I mercati europei hanno cominciato a scontare nel taglio imminente dei tassi ufficiali e ci aspettiamo di vedere un taglio dei tassi di 25 punti base da parte della Bce dal momento che la recessione è troppo evidente per essere ignorata”, rimarca la Monthly Review di Equita. Taglio dei tassi da parte dell’istituto centrale guidato da Mario Draghi il prossimo 5 luglio che è previsto dalla maggioranza degli analisti interpellati da Bloomberg.

Generali svetta sul Ftse Mib, bancari in recupero tranne Mps

A primeggiare nel mese conclusivo della prima metà del 2012 è stata Generali Assicurazioni (+25,5%) sospinta dal cambio ai vertici deciso dal board della compagnia triestina. In scia performance a doppia cifra per un folto gruppo di titoli bancari: +20,95% per Bper, +17,46% per Mediobanca, +15,57% per Bpm. Tra i titoli che invece non hanno cavalcato il rally di giugno c’è Mps (-6,05%). Peggio ha fatto A2A con un saldo negativo al momento pari al 18,56%.
Intanto oggi è arrivato il cambio di view sull’equity italiano da parte di Credit Suisse che ha deciso di passare a una visione neutrale dopo un lungo periodo di sottopeso, elencando tre motivi fondamentali. In primo luogo, a seguito delle elezioni greche e del salvataggio delle banche spagnole, alcune incertezze di breve termine sono state rimosse ed è probabile che sia stato raggiunto il bottom del sentiment degli investitori. In secondo luogo, è rallentato notevolmente il processo di revisione verso il basso delle stime di utili con le previsioni per l’Italia che ora appaiono più ragionevoli rispetto all’autunno scorso. Credit Suisse ritiene pertanto che le probabilità di ulteriori revisioni al ribasso, che potrebbero riguardare principalmente i finanziari, siano più limitate rispetto a prima. Infine, un ulteriore fattore da prendere in considerazione è il fatto che le valutazioni italiane sono ai minimi storici a livello di utili e quindi ai prezzi attuali Piazza Affari già sconta gran parte dello scenario di crisi.