Vendite alle stelle e la borsa di Milano in picchiata. È questa la sintesi della quarta giornata della settimana finanziaria, fortemente condizionata dai report di Standard&Poors’ e Moody’s.

Sotto accusa gli istituti di credito. Per 15 banche italiane è stato corretto in negativo l’outlook.A Milano tremano i listini nostrani. Non bastava il downgrade da parte della S&P’s dei titoli del debito sovrano.

La stessa agenzia di rating ha corretto in negativo l’outlook di molte banche del nostro paese e ne ha declassate alte.

Gli investitori, allora, hanno iniziato a vendere e il Mib è andato in picchiata.

Le opinioni della Standard&Poor’s sono state in grado di trainare verso il basso anche le altre piazze europee. Parigi, Francoforte, Londra e Madrid hanno lasciato sul piatto il 4 per cento.

Forti le perdite della Fiat, il cui titolo è stato declassato dalla Moody’s. Mentre in controtendenza rispetto agli altri bancari c’è il titolo Bpm che guadagna il 4,72 per cento.

Oltre alle agenzie di rating hanno pesato sui listini le decisioni economiche della Grecia che con il governo Papandreu ha dovuto varare un ulteriore piano di austerity per sbloccare i fondi internazionali.

Preoccupa lo spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi a 10 anni la cui differenza di punti è arrivata a 412.