Seduta nervosa per Piazza Affari in scia al riemergere delle tensioni sul debito in Europa e a dati deludenti sul mercato del lavoro giunti dagli Stati Uniti (in luglio creati solo 80mila nuovi posti di lavoro). Il Ftse Mib ha chiuso la seduta in calo del 2,53% a 13.732 punti, mentre il Ftse All Share ha terminato con una flessione del 2,26% a 14.725 punti.

Arretra Fiat e tutti i titoli coinvolti nell’affaire Unipol-FonSai

Hanno fatto male soprattutto i titoli bancari. Con lo spread tornato in area 470 punti base ad essere presa di mira dalle vendite fin dalle prime battute è stata soprattutto Unicredit. Il titolo di Piazza Cordusio ha poi concluso le contrattazioni in calo del 5,41% a 2,66 euro. Peggio ha fatto, perdendo terreno nel finale, il titolo Mediobanca (-6,27% a 3,11 euro).

In calo anche Fiat (-5,33% a 4,0460 euro), che ha dovuto scontare la debolezza del settore automobilistico in tutta Europa dopo la diffusione di deludenti dati sulle vendite da parte della francese Peugeot.

Si sono salvati dal segno meno solo pochi titoli, soprattutto nei settori più difensivi. Terna ha chiuso in progresso dell’1,44% a 2,8140 euro, mentre Snam ha segnato in chiusura un +0,29% a 3,44 euro.

Unipol ha ceduto il 10,58% a 15,64 euro, Fondiaria il 17,17% a 69,70 euro, Milano Assicurazioni il 10,17% a 0,243 euro e Premafin il 7,99% a 0,182 euro. Dopo che Consob ha dato l’ok all’esenzione dell’Opa a cascata spianando la strada a una fusione a quattro.

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