Inizio di settimana all’insegna degli acquisti per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che ha chiuso gli scambi in rialzo dell’1,54% a 14342 punti. Sul secondario lo spread Btp-Bund è rimasto sostanzialmente stabile in area 460 punti base.  Gli investitori hanno snobbato il giudizio di S&P, arrivato venerdì a Borsa chiusa. Secondo l’agenzia statunitense, l’Italia si trova infatti ad affrontare una recessione più profonda di quanto stimato in precedenza. Per il 2012 il Pil italiano dovrebbe mostrare una flessione del 2,1%, mentre per il 2013 il calo è previsto in area 0,4%. Nel fine settimana la Troika ha lasciato Atene sottolineando i colloqui positivi avuti con il governo greco.

Tra le blue chip Mediaset ha messo a segno un balzo del 10,61% a 1,397 euro. Il gruppo di Cologno Monzese aveva sofferto molto nelle sedute precedenti la pubblicazione dei conti relativi al primo semestre, chiuso con un utile netto di 43,1 milioni di euro, in calo del 73% rispetto ai 162,8 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Mediaset, inoltre, aveva annunciato che l’utile netto del 2012 sarà inferiore a quello dello scorso anno. Tra le banche da segnalare la brillante performance di Intesa SanPaolo (+3,79% a 1,096 euro). Nel primo semestre del 2012 l’utile netto della banca Mi-To si è attestato a 1,27 miliardi di euro, in calo del 9,1% rispetto agli 1,40 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti di Ubs si sono soffermati soprattutto sugli elevati livelli patrimoniali di Intesa, con il Core Tier 1 che ha raggiunto il 10,7% posizionandosi sopra Basilea 3.

Tra i bancari Mediobanca ha guadagnato il 2,49% a 2,80 euro, Popolare di Milano il 2,87% a 0,368 euro, Ubi Banca l’1,80% a 2,376 euro, Banco Popolare lo 0,84% a 0,959 euro. Unicredit (-1,29% a 2,754 euro) ha invece pagato i deludenti conti pubblicati venerdì. L’utile netto del secondo trimestre si è attestato a 169 milioni di euro, in calo del 66,9%, contro i 302 milioni attesi dal mercato. Le rettifiche sono balzate a 1,92 miliardi di euro contro gli attesi 1,41 miliardi e gli 1,38 miliardi del primo trimestre, livello, ha commentato Equita, già da crisi 2009: “il business italiano è stato il principale driver, con peggioramenti sia nella divisione Family&SMEs che Corporate&Investment Banking”. La maglia nera è stata indossata da Buzzi Unicem che ha lasciato sul parterre il 2,77% a 8,25 euro.

Tra i migliori da segnalare le buone performance di Fiat (+3,98% a 4,178 euro), Finmeccanica (+3,97% a 3,142 euro) e Telecom Italia (+3,81% a 0,694 euro). Enel Green Power (+1,40% a 1,233 euro) sotto i riflettori. La Commissione Finanze negli Stati Uniti avrebbe approvato il rinnovo e l’estensione dell`attuale schema di incentivo all’industria delle rinnovabili. “Se approvata definitivamente dal congresso – ha commentato Equita nella nota odierna – sarebbe estremamente positivo per Enel Green Power. Riteniamo, infatti, che il gruppo abbia già contatti avanzati per potenziali 400 Mw (6% della capacità complessiva) addizionali di nel Paese”.