Un inizio stentato poi l’allungo. La Borsa di Milano riprende a salire dopo la brillante performance di venerdì, quando l’indice Ftse Mib aveva messo a segno un balzo di oltre 6 punti percentuali. Gli investitori sembrano quindi aver snobbato il giudizio di Standard & Poor’s. Secondo l’agenzia statunitense, l’Italia si trova infatti ad affrontare una recessione più profonda di quanto stimato in precedenza. Per il 2012 il Pil italiano dovrebbe mostrare una flessione del 2,1%, mentre per il 2013 il calo è previsto in area 0,4%. Nonostante questo Piazza Affari si conferma la migliore tra le Borse continentali e il Ftse Mib mostra un progresso di circa l’1% in area 14.250 punti.
 
Tra le storie societarie spicca il viaggio a due velocità delle principali banche italiane dopo i conti semestrali: Intesa SanPaolo guadagna il 3% a 1,088 euro, mentre Unicredit scivola sul fondo del paniere con un ribasso del 2% a 2,732 euro.

Nel primo semestre del 2012 l’utile netto della banca Mi-To si è attestato a 1,27 miliardi di euro, in calo del 9,1% rispetto agli 1,40 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda il solo secondo trimestre l’utile si è attestato a 470 milioni, il 41,4% in meno rispetto agli 804 milioni di un anno fa. Gli analisti di Ubs si soffermano soprattutto sugli elevati livelli patrimoniali di Intesa, con il Core Tier 1 che ha raggiunto il 10,7% posizionandosi sopra Basilea 3.

Unicredit paga invece i deludenti conti pubblicati venerdì. L’utile netto del secondo trimestre si è attestato a 169 milioni di euro, in calo del 66,9%, contro i 302 milioni attesi dal mercato. Le rettifiche sono balzate a 1,92 miliardi di euro contro gli attesi 1,41 miliardi e gli 1,38 miliardi del primo trimestre, livello, commenta Equita, già da crisi 2009: “il business italiano è stato il principale driver, con peggioramenti sia nella divisione Family&SMEs che Corporate&Investment Banking”. Gli analisti hanno così ridotto l’Eps 2012-15 del 16%, con il target price sceso a 3,4 euro. Il giudizio è passato a hold “perché vediamo ulteriore rischio sugli utili derivante da un costo del rischio imprevedibile”.
 
Da segnalare infine il balzo di Mediaset: il titolo del gruppo di Cologno Monzese, dopo aver perso molto terreno in scia alla semestrale, oggi svetta incontrastato sul Ftse Mib mostrando un rialzo di quasi 7 punti percentuali a 1,349 euro.