Qualche giorno fa vi ho parlato della riforma previdenziale che dovrebbe mettere in cantiere il governo Letta. Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini si sta occupando del tema, ma non solo… Uno dei pallini dell’ex-presidente dell’Istat è la staffetta generazionale. Secondo questo meccanismo infernale, i lavoratori più anziani dovrebbero, in maniera volontaria, modificare il proprio orario di lavoro da full time a part time, in cambio dell’ingresso in azienda di lavoratori giovani che dovrebbero essere formati proprio da quelli che hanno scelto ridurre il loro orario di lavoro – e conseguentemente stipendio.

Ovviamente chi sceglie il part time, se non intervengono aggiustamenti, si troverebbe al momento della pensione ad avere diritto a cifre più basse rispetto al collega che continua a lavorare full time. Per questo il governo dovrebbe prevedere che lo Stato si faccia carico di una parte della contribuzione di un lavoratore, in modo da garantirgli la stessa pensione che avrebbe avuto se avesse continuato a lavorare full time.

Difficile che, al di là delle parole, si arrivi a qualche fatto in materia, perché i costi di questa scelta potrebbero essere elevati – e le risorse a disposizione limitate. Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua si è espresso sul tema immaginando che la scelta possa valere tra padre e figlio, uno stratagemma per non “coinvolgere lo Stato”.

Di casi del genere ne abbiamo visti alcuni in Italia (in particolare per le banche, che hanno dato la possibilità ai lavoratori di lasciare “in eredità” il posto). La staffetta non piace nemmeno all’Organizzazione Internazionale del Lavoro perché non creerebbe lavoro aggiuntivo, ma solo ricambio all’interno di un sistema statico.

Insomma sul tema aspettatevi al massimo degli annunci che non porteranno granché. Ma vedremo cosa succederà…

photo credit: lucamascaro via photopin cc