Andare in affitto è sempre più complicato: le locazioni sono diminuite del 30% (un effetto della crisi), e dall’altra parte i proprietari hanno pagato solo nel 2012 qualcosa come 51,3 miliardi in tasse sulla casa.

Il governo è sul punto di varare una serie di modifiche per rilanciare gli affitti: costo totale stimato, 500 milioni. Il tutto dovrebbe avvenire nel Cdm del 28 agosto  e in quell’occasione dovrebbe essere discusso anche un piano casa complessivo.

Le misure che riguardano l’affitto dovrebbero essere sostanzialmente tre. La prima è il ritorno alla deduzione del 15% ai fini Irpef sui canoni di locazione. In questo modo si alleggerirebbe il carico fiscale sui proprietari ad un costo che è stato stimato in 365 milioni di euro.

La seconda misura riguarda la cedolare secca (ovvero la tassa che, se scelta sostituisce Irpef e imposte di registro). Ha portato ad un aumento dei contratti di locazione ma è ancora troppo complicata: si vorrebbe renderla più semplice è applicarla sul 70% dell’imponibile – costo qualche decina di milioni di euro.

Infine ci sarebbe l’intervento sull’Imu: per le case in affitto a canone concordato, o altre situazioni simili, si vorrebbe portare la tassa sulla casa al 4 per mille. L’intervento riguarderebbe il 6% delle locazioni per un costo di 70 milioni di euro…

Come spiega il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani: “Se si vuole tornare a rendere redditizio l’affitto bisogna dare un segnale di svolta. Altrimenti i proprietari, come sta già succedendo, preferiranno vendere o tenersi le case vuote piuttosto che affittarle”. Il rischio è quello di non dare casa al 18% di  famiglie che vivono in affitto in Italia.

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