Fari accesi su Peugeot Citroen. Oggi la casa automobilistica francese ha diffuso la trimestrale con un fatturato in calo del 4%.Sempre oggi il gruppo ha annunciato l’accordo raggiunto con il governo francese per ottenere un sostegno alla finanziaria, Banque PSA Finance.

La casa automobilistica transalpina ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un giro d’affari in calo del 3,9% a 12,93 miliardi di euro. A pesare sul risultato soprattutto la divisione auto, il cui fatturato è sceso dell’8,5% rispetto all’anno prima in un mercato europeo in forte contrazione (-7,8%) a fine settembre. “Il gruppo constata nel terzo trimestre uno scenario concorrenziale più difficile vista l’aumentata pressione sui prezzi e la continua debolezza dei mercati dell’Europa del Sud”, si legge nella nota diffusa oggi. Sull’intero anno, Peugeot prevede un mercato dell’auto in calo del 9% in Europa, mentre si aspetta una crescita del 7% in Cina, del 5% in America Latina e dell’11% in Russia.

Va avanti intanto il progetto di alleanza con l’americana General Motors. Oggi Peugeot-Citroen ha annunciato la messa in atto delle tappe chiave per concretizzare l’alleanza strategica siglata lo scorso 29 febbraio con l’azienda Usa. I due gruppi automobilistici hanno selezionato quattro progetti sui veicoli con l’obiettivo di mettere a punto i dettagli entro e non oltre la fine dell’anno. Entrambe le società hanno confermato le stime di sinergia derivanti da questo progetto a 2 miliardi di dollari all’anno per i prossimi cinque anni.

Infine, raggiunto l’accordo con il governo Hollande per il sostegno alla finanziaria di Peugeot Citroen, la Banque PSA Finance. Secondo i termini dell’accordo, un pool di banche metterà a disposizione liquidità per 11,5 miliardi di euro a Banque PSA Finance. Non solo. Lo Stato apporterà garanzie di rifinanziamento per le nuove emissioni obbligazionarie per i prossimi tre anni, fino a un ammontare di 7 miliardi di euro in cambio della revisione del piano di tagli (circa 8mila licenziamenti) da parte del gruppo. Prevista anche l’installazione di una commissione di garanzia incaricata di monitorare le operazioni e composta da rappresentanti del gruppo e dello Stato.