(Finanza.com) Acquisti sul Wti. Al Nymex il contratto con consegna dicembre sul Wti quota 86,4 dollari il barile, lo 0,85% in più rispetto al dato precedente. Il Dipartimento dell’Energia statunitense ha annunciato che a causa dei disagi provocati dall’uragano Sandy la pubblicazione dei dati sulle scorte è stata rinviata a domani. Secondo i dati diffusi dall’Api (American Petroleum Institute), che a differenza di quelli ufficiali sono comunicati su base volontaria, nella settimana al 26 ottobre gli stock della prima economia sono saliti di 2,1 milioni, contro gli 1,5 milioni delle attese.

Segno più anche per il Brent, in crescita di mezzo punto percentuale a 109,66 dollari. In questo caso i prezzi capitalizzano le difficoltà incontrate dalla canadese Nexen nella riapertura del giacimento Buzzard, non ancora operativo. Inizialmente prevista per il 3 ottobre, la ripartenza del giacimento del Mare del Nord dopo le operazioni di manutenzione è stata posticipata prima al 16, poi al 21 e poi al 23 ottobre. Dal giacimento britannico arriva circa un terzo del Forties, la principale delle quattro qualità di greggio (Brent, Forties, Oseberg e Ekofisk) che costituiscono il benchmark europeo e che viene utilizzata per il fixing del prezzo. Le strozzature all’offerta nel corso della settimana hanno spinto lo spread con il riferimento a stelle e strisce ai massimi da un anno a 24,33 dollari il barile, non lontano dal record toccato a ottobre 2011 a 28,1 dollari.