Il petrolio, anzi il suo prezzo al barile è determinante per la scelta del prezzo da applicare all’energia e ai carburanti. Eppure sembra che nel quadro globale di crisi, almeno per il 2o12, ci dovrebbe essere un calo della richiesta di questa “materia prima”.La domanda mondiale di petrolio scenderà nel 2012. A dirlo è l’Agenzia internazionale per l’energia che ha dovuto ritoccare al ribasso le sue stime. Ormai siamo al sesto mese consecutivo di revisione dei pronostici.

Il fatto è che si sapeva che l’economia mondiale era in crisi ma non si conosceva la portata del rallentamento economico subito dalla maggior parte dei paesi industrializzati.

L’ultimo rapporto dell’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia, è su base mensile e dice che le finanze incerte dei paesi limiteranno i consumi giornalieri di petrolio e di conseguenza scenderà la richiesta di questo materiale. Nel dettaglio si dovrebbero consumare 89,9 milioni di barili in meno ogni giorno.

Il tutto a fronte di una crescita di richieste, per l’anno scorso pari a 0,8 milioni di barili.

Il rallentamento economico globale, a questo punto, è definito problematico anche se qualcuno pensa che sia stato “eccessivo” negli anni precedenti. La situazione percepita dall’Aie è in linea con le dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, però, la domanda di petrolio dovrebbe aumentare del 2,8 per cento, mentre diminuirà nei paesi dell’Ocse dello 0,8 per cento.