Gli italiani sanno bene che vuol dire cambiare le proprie abitudini in funzione dell’incremento del prezzo dei carburanti. Ma il mercato del petrolio a che punto è? Se qualcuno lo avesse dimenticato, c’è un ottimo articolo dell’Economist a riguardo. 

Nel mondo c’è una compagnia petrolifera di origine europea, per l’esattezza britannica, la BP, che ha raggiunto il quarto posto nella classifica delle compagnie petrolifere del pianeta, quanto ad estrazione e ricavi. Soltanto per dare qualche primo numero possiamo dire che nel 2011 ha racimolato circa 386 miliardi di dollari.

La BP che a livello societario si configura come una multinazionale, si è preoccupata di diffondere un report sull’uso dell’energia nel mondo, con uno zoom tutto centrato sul mercato del petrolio.

In questo settore hanno pesato parecchio alcuni eventi, come la guerra in Libia e la primavera araba. Pare che proprio da lì siano iniziati i rincari che hanno portato il petrolio a +40 per cento del prezzo. In Europa il picco è stato raggiunto l’anno scorso. Adesso la situazione si è tranquillizzata ma nel nostro paese pesano le accise.

Il consumo del petrolio, aumentato meno che negli anni precedenti, è stato influenzato dall’incremento dei prezzi e invece che crescere dell’1,2 per cento di media come negli ultimi dieci anni, ha subito una battuta d’arresto e si è fermato al +0,7%.