Il peso delle tasse sugli stipendi è talmente gravoso in Italia che il nostro Paese, in base ai dati diffusi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), si sarebbe guadagnato il poco glorioso quinto posto nella classifica dei Paesi in cui gli stipendi soffrono di più la presenza delle tasse. E la situazione sembra essere anche peggiorata rispetto al passato, visto che l’Italia, in precedenza sesta per i lavoratori single, è oggi quinta. Ancora peggio per le famiglie monoreddito, visto che l’Italia passa dalla quinta alla terza posizione.

Per quanto riguarda più nel dettaglio i dati sul peso delle tasse sugli stipendi, i lavoratori che non hanno famiglia, in Italia, sopportano il 47,8 per cento del cuneo fiscale (la media, in Europa, è del 36 per cento). Per le famiglie monoreddito con due figli, il cuneo fiscale si attesta attorno  al 38,6 per cento, contro la media europea del 26,6 per cento. I salari lordi, in Italia, vengono tassati con una media del 31,1 per cento (la media europea, anche questo caso è più bassa e si attesta al 25,5 per cento).

In termini monetari, tutto questo si traduce in 52 mila euro per ogni singolo lavoratore (contro la media OCSE di 47 mila euro) e con salari medi lordi che arrivano a poco meno di 40 mila euro (la media OCSE supera tale cifra).

Nonostante questi dati che lasciano poca speranza, pare che vi siano timidi segnali che qualcosa stia cambiando. Per quanto riguarda il cuneo fiscale, sembra che questo sia diminuito rispetto al 2015, calando di 0,1 punti per le famiglie e di 0,08 per i single. Ancora molto poco ma forse qualcosa si muove.