Sono passate solo poche settimane, ma sembra trascorso molto più tempo: nella prima settimana di gennaio lo spread tra i Btp a 10 anni e i Bund della stessa durata era arrivato a quota 95 punti. Ancora alla fine di gennaio il rendimento del titolo di stato italiano era arrivato all’1,41%. Da quei livelli siamo arrivati nel giro di poco tempo ad un divario di 150 punti base, con Btp decennali che arrivano a toccare l’1,7%. Che cosa è successo per giustificare questo passaggio?

Un problema è rappresentato dal fatto che l’economia mondiale è fragile, e in questa situazione gli investitori fuggono dal rischio, per cui si vendono azioni e si comprano obbligazioni sicure come i Treasuries Usa – il cui rendimento decennale è sceso all’1,75%, ai minimi da 12 mesi -, i Gilts inglesi – il decennale è calato all’1,41% -, o i Bund – il decennale è sceso allo 0,21% in serata, mentre i titoli con scadenza a 2 anni segnano addirittura un -0,5%.

Con questa fuga dal rischio si può spiegare in buona parte l’aumento dello spread Btp-Bund, ma a quanto abbiamo detto dobbiamo anche aggiungere l’interpretazione ai fatti accaduti sui mercati finanziari da Marco Mazzucchelli, managing director di Julius Baer, secondo il quale si tratta di una “questione tutta finanziaria“, ovvero “i mercati stanno chiamando il bluff della banche centrali, per vedere se reagiscono per riportare la calma sui listini oppure no. Ma se gli istituti centrali non rispondono, allora salta il banco, perché vuol dire che il re è nudo“.

Saremmo quindi, ancora una volta, nelle mani dei banchieri centrali, ed in primis della Federal Reserve. Mazzucchelli si aspetta “che la presidente della Fed, Janet Yellen, dica parole rassicuranti per gli investitori“, quando mercoledì dovrà parlare al Congresso. Ricordiamo che lo scorso dicembre la banca centrale Usa aveva aumentato di 25 punti base i tassi di interesse, fermi allo zero da ormai otto anni, e si era espressa per un rialzo graduale del costo del denaro. Ora molti investitori finanziari si aspettano che la Fed metta in frigorifero i prossimi rialzi in attesa di tempi migliori. Vedremo gli sviluppi.