Il 2012 potrebbe rappresentare il primo anno, dopo l’inizio della diffusione di massa dell’auto, in cui si assisterà ad un “processo di demotorizzazione” a causa della riduzione della mobilità, il probabile aumento delle alienazioni di vetture e la conseguente diminuzione del parco circolante.  A dirlo è l’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, che prevede per l’intero 2012 1.434.000 immatricolazioni di auto nuove in Italia, ossia il 18% sotto i livelli dello scorso anno e addirittura il 27% in meno rispetto al 2010.

“La previsione della domanda è condizionata dall’accresciuta imposizione diretta (IVA, IPT, imposte sulla RC Auto e Superbollo) e dall’aumento del prezzo dei carburanti con il conseguente aumento dei costi di gestione dell’auto”, ha commentato Romano Valente, direttore generale dell’UNRAE. “Inoltre – ha aggiunto Valente – le annunciate disposizioni in materia fiscale e lo scenario economico di recessione per il 2012 continueranno a tenere depressa la propensione all’acquisto di auto nuove”.
Il Centro Studi UNRAE stima per la fine dell’anno un volume di immatricolazioni a privati di poco superiore a 900.000 unità e una quota vicina al 63%. Ciò rappresenterà un ulteriore record negativo, persino rispetto a quello registrato lo scorso anno (66,5%). Il noleggio, di conseguenza, crescerà in quota rispetto al 2011, ma si attesterà su volumi intorno alle 250.000 unità, non sufficienti ad assicurare il rinnovo dei parchi aziendali nei consueti tempi che, quindi, tenderanno ad allungarsi.

Rincaro carburanti spinge verso gpl e metano

 Dall’Osservatorio emerge, inoltre, che il progressivo rincaro dei carburanti continuerà a determinare uno spostamento psicologico della domanda verso motorizzazioni a gpl e metano, a discapito delle alimentazioni benzina ed in particolare diesel che, rappresentando la motorizzazione più diffusa sul mercato italiano, seguirà le variazioni del mercato totale. “Preoccupano molto – conclude il direttore generale dell’UNRAE – gli effetti psicologici derivati dall’aumento dei costi di gestione delle auto, dal deterioramento del clima sociale e dall’allontanarsi delle aspettative per interventi di sostegno al settore e alla crescita dell’economia. Tutto ciò potrebbe determinare un’ulteriore area di rischio sulla domanda totale”.