La riforma del sistema pensionistico che dovrebbe interessare il rinnovo del meccanismo di calcolo degli assegni, è una questione politica, dove pesa, per il momento, il parere della Lega Nord. Il tema delle pensioni è qualcosa che sta a cuore ai politici in grado di costruire il consenso su questo tema, ma soprattutto sta a cuore ai cittadini che vedono pian piano assottigliarsi o ingrandirsi il gruzzoletto messo da parte negli anni di lavoro.

Il tema delle pensioni è venuto alla ribalta con puntualità durante le discussioni sulla manovra finanziaria varata ad agosto. Non ci sono stati però quei cambiamenti annunciati e adesso si torna a parlare di previdenza.

Come rilevano alcuni quotidiani economici di spicco, l’ultima novità in termini cronologici è l’abolizione della possibilità di avere pensioni calcolate soltanto con il sistema retributivo. In pratica finora è stato in vigore un sistema misto.

Alcuni assicurati INPS potevano calcolare la pensione sul sistema contributivo e altri con quello retributivo. Quest’ultima opzione viene meno nelle nuove proposte politiche. Tutti gli assegni, perciò, dovrebbero adesso essere calcolati con il sistema contributivo nella forma di pro-rata.

Scegliere uno o l’altro sistema di calcolo, a quanto pare, è una questione esclusivamente politica. La riforma del sistema previdenziale, in questo senso,  è frenata dalla Lega, d’accordo soltanto con una piccola parte delle proposte della maggioranza.