La solita figura barbina. Ci sono voluto 24 ore prima della smentita – arrivata dall’Inps – sulla questione dei pagamenti delle pensioni al 10° del mese. A quanto sembra questa sorte toccherà solo a circa 800.000 persone  “solo chi ha la doppia pensione Inps-Inpdap la riceverà, dall’anno prossimo, il 10 del mese. Gli altri 15 milioni la riceveranno come ora, il 1 se la pensione è Inps, il 16 se hanno un assegno Inpdap”.

Non si tratta dei soliti cronici ritardi italiani, ma piuttosto di un dietrofront… Fino a ieri sera esponenti del governo Renzi continuavano a confermare la misura dello spostamento del pagamento per milioni di contribuenti. E tutto per risparmiare 26 milioni di euro. In questa versione mignon i risparmi si ridurrebbero a sei per l’unificazione dei pagamenti.

Qualcuno forse si è accorto in ritardo che con questo scherzo si gettavano nel panico migliaia di persone: tutte quelle che si sarebbero trovate in difficoltà a pagare l’affitto o il mutuo di casa… Sul dietro front probabilmente pesa anche il fattore manifestazione Cgil di sabato. Avrebbero corso il serio rischio far scendere in piazza ben più del milione annunciato.

Un’ultima cosa: perché Palazzo Chigi ha lasciato la patata bollente della smentita all’Inps? La politica per l’ennesima volta ha dimostrato pochissimo coraggio.

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