Le cifre le conoscevamo già da più di un mese. Da quando l’Istat ha pubblicato i dati sulla spesa pensionistica relativa al 2011. Come ha rilevato il nostro istituto statistico, due anni fa, c’erano complessivamente 16,7 milioni di pensionati – 38.000 in meno rispetto al 2010. Tutti insieme percepivano una pensione media di circa 16.000 euro –  per un aumento medio di 486 euro rispetto all’anno precedente.

Come sempre capita questa media nasconde situazione molto diverse: il 13,3% prende meno di 500 euro al mese, il 30,8% tra  cinquecento e mille, ed il 55,9% guadagna più di 1.000 euro al mese – l’Istat non ci dice nulla su quanti percepiscono pensioni d’oro e quale esborso rappresentano.

Tante percentuali che a chi non ha la mente matematica avranno fatto venire soprattutto mal di testa. In sostanza però esprimono la stessa realtà evidenziata dal rapporto sui diritti globali 2013: secondo il lavoro promosso dalla Cgil (e a cura dell’associazione Società Informazione Onlus), quasi 8 milioni di pensionati percepiscono in Italia meno di 1.000 euro mensili, e oltre due milioni non arrivano a 500 euro.

L’unico dubbio che mi sorge è relativo ai calcoli fatti dagli estensori del rapporto. Il 13,3% di 16,7 milioni di pensioni è pari a poco più di 2,2 milioni, i percettori di pensioni tra 500 e 1.000 sono invece circa 5,14 milioni. Sommando i due valori (30,8+13,3%) non si arriva quasi a otto milioni ma “solo” a 7,35 milioni di pensionati.

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