Diciamolo subito. A me sembra una grossa sciocchezza e il sintomo della malattia che attraversa il ricco Occidente. Si è passati da gente che andava in pensione dopo aver lavorato pochi anni ad articoli sulla bibbia dei liberisti europei - The Economist - in cui si dice che se non si andrà in pensione a 70 anni, il sistema pensionistico europeo è destinato alla bancarotta…

Nel solco di questo terrorismo economico c’è uno studio dell’International Longevity Centre (ILC) – si tratta di un centro studi inglese  specializzato in demografia – secondo il quale se non si aumento l’età pensionabile, c’ è il rischio di mandare in rovina i bilanci di molti paesi. Tutta colpa dell’aumento dell’aspettativa di vita media – secondo loro probabilmente tutti arriveremo a cent’anni (?).

Presto – secondo il rapporto – in Europa si passerà ad una proporzione di quattro lavoratori ad una di due per ogni pensionato. Una situazione che dovrebbe rivelarsi insostenibile per i paesi – guardacaso – dell’Europa meridionale, in cui è più alta la disoccupazione giovanile (ciò forse vuole dire che nel nostro paese come in Grecia e Spagna ci sarebbero meno di due lavoratori per pensionato, ma a me sembra sopratutto una buona dose di terrorismo…).

Per questo oltre a farci lavorare fino a farci schiattare, bisognerebbe disincentivare ogni forma di  uscita preventiva dal mondo del lavoro, qualsiasi sia gli anni di lavoro che si ha già sul groppone. Come la virtuosa Olanda che dal 1993 ha abbattuto la percentuale di quelli che non lavorano dopo una certa età cancellando progressivamente gli incentivi alla pensione anticipata etc etc.

Questa filosofia anglosassone sta impregnando anche i burocrati di Bruxelles, ed è uno dei tanti rivoli con cui si sta cercando di cancellare i residui di Welfare State. La risposta sta nel cercare risorse là dove ci sono. Tra i più ricchi. ma questo significa cercare di combattere le grandi evasioni – ovvero quelle di multinazionali e grandi patrimoni. Ed è un lavoro di anni.

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