L’Opzione Part Time per la pensione è uno strumento introdotto con l’ultima legge di stabilità che può rivelarsi interessante per quei lavoratori che ormai sono prossimi alla pensione e vogliono ridurre il loro impegno lavorativo senza subire penalizzazioni per quanto riguarda l’assegno che riceveranno mensilmente dall’Inps una volta terminata la loro vita attiva. Questa opzione è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato – e quindi vale per i lavoratori  iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) o a forme sostitutive.

Per poter accedere a questo strumento è necessario avere un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, almeno venti anni di contributi e maturare il diritto alla pensione entro la fine del 2018. Chi presenta tutte queste caratteristiche può richiedere all’Inps un  estratto conto certificativo e procedere poi alla ricerca di un accordo con il proprio datore di lavoro – bisogna seguire quanto previsto dal nuovo Testo Unico sui contratti. Se si raggiunge un accordo bisognerà procedere alla redazione di un contratto di part time – la riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere  compresa tra il 40 e il 60% delle ore lavorate – i cui effetti verranno sospesi fino al suo accoglimento da parte dell’Inps. Gli effetti del nuovo contratto decorreranno dal primo giorno del mese successivo alla data di accoglimento del nostro istituto pensionistico.

Prima di arrivare all’applicazione concreta del part time – che potraò essere verticale, orizzontale o misto – ci vorrà ancora l’autorizzazione della competente Direzione territoriale del lavoro, che dovrà essere rilasciata entro 5 giorni dalla presentazione della domanda. L’ultimo passaggio è l’invio di una domanda telematica all’Inps, perché il nostro sistema pensionistico deve fare i controlli di congruità relativi alla copertura finanziaria prevista – Il Dtl può arrivare a prenotare le risorse necessarie.

L’opzione part time dà comunque a dipendente il diritto di percepire i contributi per la pensione come se lavorasse a tempo pieno. Per questo al lavoratore che godrà di questa opzione verrà corrisposto in busta paga un bonus mensile, a carico del datore di lavoro, che sarà esente da contributi e imposte.