Altro che le dimissioni di Antonio Mastropasqua. Gli italiani sono preoccupati da altre notizie che arrivano dall’Inps: le perdite per il 2012 ed il 2013 arriveranno ai 10 miliardi di euro. E secondo le previsioni del Civ, il Comitato di indirizzo e vigilanza dell’ente pubblico, arriveranno perdite miliardarie anche nel 2014 e 2015.

L’Inps continuerà a pagare le pensioni perché lo Stato ha coperto e coprirà la differenza sempre più ampia tra i contributi versati e le prestazioni erogate. Nel 2013, i trasferimenti tra lo Stato e l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale hanno toccato i 112,5 miliardi. Sette miliardi in più (+6,6%) di quello che è costato il sistema nell’anno precedente – eravamo a quota 105,6 miliardi.

Nel 2008 i trasferimenti dello stato erano, si fa per dire, solo di 73 miliardi di euro – per un aumento in cinque anni del 53%. Quali sono le ragioni di questo divario? C’è una minore contribuzione a causa della crisi. E poi ci sono tutte le prestazioni, come le pensioni sociali, le indennità varie, le reversibilità ai superstiti, o le invalidità civili (solo loro costano più di 17 miliardi di euro). 

E infine bisogna considerare i disavanzi strutturali, come quelli dell’ex Inpdap, che da sola perde ogni anno quasi 9 miliardi. L’unica gestione in attivo è quella dei parasubordinati. Partite Iva, professionisti e co.co.co sono in utile di 8,5 miliardi di euro…

Ci vorranno anni prima che si dispieghino gli effetti calmieranti della riforma Fornero.

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