Come ho già detto, il governo Renzi vuole arrivare a risolvere, una volta per tutte, la questione annosa degli gli esodati, ovvero i lavoratori penalizzati dalla riforma delle pensioni della nefasta ministra Fornero che erano rimasti senza pensione e stipendio. La soluzione verrà inserita nella legge di stabilità, ma non si ancora bene quale sia. Nessuno parla tra i collaboratori del ministro del lavoro Giuliano Poletti, mentre qualcosa filtra dal ministero dell’Economia.

In pole position c’è il progetto dell’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Si tratta di un prestito d’onore che dovrebbe portare a mandare in pensione le persone due anni prima del tempo e il pensionato restituisce i soldi – senza interessi, rinunciando a qualche decina di euro al mese di assegno previdenziale – per le mancate contribuzioni. I soggetti che potenzialmente potrebbero usufruire di questo scivolo sarebbero circa 300.000.

Un sessantaquattrenne che guadagna 30.000 euro lordi l’anno potrebbe andare subito in pensione. L’Inps si farebbe carico di circa 5.000 euro di contributi, e il pensionato si vedrebbe decurtare l’assegno mensile, di circa 1.200 euro, di una trentina di euro per una quindicina d’anni. La copertura sarebbe di 1,5 miliardi e sarebbe ridotto dalle entrate fiscali dovute ai pre-pensionamenti. E comunque i soldi rientrerebbero.

L’altra possibilità è quella di andare in pensione con 35 anni di contributi e a 57-58 anni. La differenza sarebbe di non poco conto perché chi accettasse di andare in pensione così dovrebbe andare con il metodo contributivo e non retributivo – per una perdita del 25-30% sulla pensione.

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