Pensioni Inps 2013: i casi di Argentina, Ungheria e Polonia

Quanto vi abbiamo scritto nel precedente post era già chiaro a tutti dalla fine degli anni Novanta a economisti come Joseph Stiglitz ed altri ancora. Un meccanismo che invece era meno chiaro ad alcuni tecnici nostrani che magari hanno più di un legame con istituti finanziari. Gli altri – come gli economisti della Banca Mondiale - non sono così ciechi da non vedere che la privatizzazione del sistema pensionistico è una specie di gioco delle tre carte, in cui ha guadagnarci c’è solo il banco.
Magari qualcuno nelle istituzioni finanziarie internazionali aveva pensato che attraverso questa via gli stati si indebitano per pagare le pensioni correnti, e magari tra qualche anno, la loro fame di capitali avrebbe potuto portarli ad accettare cure dimagranti volte a ridurre altre voci della spesa sociale.
Qualcuno si è lamentato che i fondi pensione non abbiano ricevuto alcun risarcimento dai governi nazionali che hanno deciso di nazionalizzare le pensioni. Ma se ci pensate bene i fondi pensione non hanno fatto altro che utilizzare i soldi ottenuti dai contribuenti per acquistare i titoli pubblici in cambio della promessa di una pensione futura.
Se ora la riceveranno da questi stati – e probabilmente saranno più certe ed elevate – non si capisce cosa debba spettare ai fondi pensione, che per di più hanno già lucrato notevoli guadagni in questi anni dal mercato previdenziale
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