Come raccontano i media in questi giorni, dopo l’Argentina e l’Ungheria, anche la Polonia - governata da un politico liberista come Donald Tusk - ha deciso di rinazionalizzare il proprio sistema pensionistico. L’ultimo arrivato – il governo di Varsavia – ha costretto i fondi pensione del suo paese a trasferire con la forza gli investimenti in titoli pubblici – si parla di circa 37 miliardi di dollari – al Tesoro.
Una mossa che ha ridotto di colpo il valore del debito pubblico dell’8% del Pil. Inizia a mostrare le sue crepe l’offensiva contro la previdenza pubblica lanciata venti anni fa dalla Banca Mondiale. Questi tre paesi hanno trasferito la gestione delle pensioni dal pubblico al privato. Peccato che il nuovo sistema sia meno efficiente di quello pubblico.
Per capirlo facciamo un esempio. Con il sistema pubblico, un ente come l’INPS preleva i contributi ai lavoratori e detratti i costi di gestione, li usa per pagare i pensionati (supponiamo 100-2 per i costi di gestioni = 98). Con la privatizzazione i contributi vengono devoluti ai fondi pensione che li investono nel mercato finanziario.
Le pensioni future dovrebbero essere rappresentate dai fondi investiti più il rendimento realizzato, mentre per pagare le pensioni correnti allo Stato non resta che emettere titoli di Stato per 100. E ovviamente vengono comprati dai fondi pensione. I contributi servono sempre a pagare le pensioni correnti, ma con qualche differenza.
Lo Stato deve pagare 5 euro di interessi all’anno (se il tasso di interesse è al 5%) su ogni cento emessi. Chi ci guadagna? Anche se i gestori dei fondi lasciassero il rendimento dei titoli ai lavoratori, bisogna considerare che comunque chiederà loro 5 euro di imposte in più all’anno. E non si può tralasciare di considerare che i fondi pensione lasceranno ai lavorati 80 o 90 euro dei cento intascati per pagare dipendenti, marketing, e realizzare profitti.
Non c’è bisogno di essere degli economisti esperti per capire che c’è un solo vincitore in questa gara, e non sono né i dipendenti né lo Stato…
photo credit: PlatformaRP via photopin cc