Riassunto delle puntate precedenti. Il governo Berlusconi prima e quello Monti poi avevano introdotto un prelievo straordinario del 5% su quella parte degli assegni pensionistici che superavano i 90.000 euro. Il prelievo saliva al 10% per la parte che superava i 150.000, e giungeva al suo valore massimo del 15% per le somme superiori ai 200.000 euro. Con questa mossa i due ex-premier puntavano più che a raddrizzare i conti, ad effettuare una scelta di giustizia…

Mentre ora l’assegno pensionistico bisogna pagarlo molto salato, questi signori ricevono trattamenti che solo molto molto raramente sono proporzionati alle somme che hanno versato all’ente pensionistico per garantirsi queste rendite faraoniche.

I giudici della Corte Costituzionale – che tra parentesi erano tra quelli colpiti da questa misura – hanno cancellato questo contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro perché sarebbe in contrasto con due articoli della Costituzione: il 3, secondo il quale tutti “i cittadini” sono “uguali davanti alla legge”, e soprattutto il 53, che stabilisce per i cittadini un carico in proporzione alla capacità contributiva.

Si era parlato di allargare questa imposizione a tutti i redditi sopra una certa soglia – e a questo punto i giudici costituzionali farebbero fatica a cancellare un simile prelievo -, ma con ogni probabilità questi progetti sono stati bloccati dal principale sponsor politico del governo Letta – ovvero Silvio Berlusconi.

In attesa che qualcosa si possa muovere in questa direzione, l’Inps sta restituendo il prelievo illegittimo – per un totale di una quarantina di milioni di euro. L’importo delle pensioni ovviamente è stato già adeguato, e gli ex-lavoratori del settore sport e spettacolo hanno già riavuto le somme illegittimamente prelevate a luglio. Agli ex-dipendenti pubblici la restituzione avverrà nel mese di agosto, mentre chi lavorava nel settore privato dovrà aspettare i mesi di settembre ed ottobre…

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