Il segretario della CGIL Susanna Camusso torna all’attacco del governo Renzi sul tema delle pensioni di reversibilitàÈ difficile pensare a un refuso, mi sembra esplicito che il governo ci provi. Ma altrettanto ferma ed esplicita è la nostra opposizione“. Fa riferimento ad un paragrafo del Def, Documento di economia e finanza, in cui l’esecutivo ripropone l’ipotesi di tagliare la reversibilità. Nel testo si parla di ”razionalizzare le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale introducendo il principio di ‘universalismo selettivo’“, superando con il provvedimento sulla povertà “la frammentarietà delle misure esistenti. Con l’esercizio della legge delega le prestazioni di assistenza sociale verranno rese più eque e omogenee tra loro, mentre il sistema dei servizi sociali vedrà l’avvio di una regia integrata“.

L’esecutivo si è subito affrettato a smentire. Giuliano Poletti ha subito spiegato che si è trattato di un “errore tecnico“. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, a margine di un convegno ha detto che “non c’è nessuna volontà di intervenire sulle pensioni di reversibilità“. Ci sarebbe solo “un equivoco dovuto ad una frase generica“. Sulla stessa linea il commissario alla spending review, Yoram Gutgeld: “Le pensioni di reversibilità non verranno toccate” – lo stesso discorso che fa anche il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti.

Chissà perché la raffica di precisazioni non lascia tranquillo il sindacato. “Ci crederò solo quando i tagli alla reversibilità saranno stralciati dal Defe dalla legge delega“, spiega Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil. Ora, il testo di legge incriminato andrà all’esame della commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano. Già a febbraio, l’esponente democratico si era schierato contro i tagli alla reversibilità e si era impegnato a correggere la norma.

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