La riforma delle pensioni è uno dei tasti dolenti con cui il governo Renzi deve confrontarsi. In ballo c’è un sistema che potrebbe essere a rischio collasso e che deve essere certamente rivisto e migliorato. Alcune indicazioni arrivano anche dal presidente dell’INPS, Tito Boeri, che ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore, nel corso della quale ha espresso la sua visione su alcuni punti in discussione.

Lo stesso Tito Boeri ha parlato dell’ipotesi di aumentare gli assegni pensionistici che oggi rappresentano il minimo (500 euro al mese) e che in precedenza tale misura non era stata contemplata durante gli incontri tra il governo e i sindacati. Il modo migliore per dare una mano ai pensionati che rasentano la soglia di povertà, spiega Boeri, sarebbe quello di offrire misure guardando non al reddito pensionistico individuale ma a quello familiare. Stesso discorso da applicare anche alle quattordicesime, che almeno in sette casi su dieci, spiega, andrebbero a chi povero proprio non è (“Il problema è che anche il marito o la moglie del percettore di un ricco vitalizio possono accedere alla quattordicesima“).

Cosa sarebbe meglio fare allora? Secondo Boeri aumentare le maggiorazioni sociali e selezionare i beneficiari servendosi dell’ISEE. Sempre secondo il presidente dell’INPS, due aiuti come l’ampliamento della no tax area e altri aiuti ai pensionati poveri non sarebbero di per se stesse misure contraddittorie se vi fossero le risorse per coprire entrambe.

Nel caso in cui ci fossero invece le risorse economiche, secondo Boeri non si dovrebbe provvedere ad abbassare le tasse soltanto per i pensionati ma anche per i lavoratori, dato che il reddito di questi ultimi, nei dieci anni che si sono susseguiti, sarebbe rimasto praticamente al palo.