Ape, precoci, lavori usuranti e ricongiunzioni onerose: sono tanti i tavoli sulle pensioni anticipate avviate dal Governo. Oggi arrivano buone notizie dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell’Economia: per allargare la platea dei beneficiari della pensione anticipata sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro in più.

Il Governo ha intenzione di finanziare il cosiddetto “pacchetto pensioni” in modo da mandare in pensione anticipata circa 350 mila persone nel primo triennio. La misura che verrà maggiormente supportata è l’Ape, o Anticipo Pensionistico, finanziato con circa 600 milioni di euro. L’Ape consente ai lavoratori di andare in pensione fino a 3,7 anni prima del previsto, con i soli requisiti dei 63 anni compiuti e almeno 20 di contributi versati. Questa misura è quella meno costosa dell’intero pacchetto perché finanziata dalle banche con un prestito che il pensionato poi dovrà restituire, una volta raggiunti i requisiti normali per la pensione, in 20 anni.

Altre ipotesi sulle pensioni allo studio

Le novità principali della giornata riguardano alcune categorie lasciate in secondo piano fino a questo momento, ma finalmente prese in considerazione dal Governo. Si comincia a parlare di lavori usuranti e della possibilità di garantire la quota 41 (41 anni di contribuzione senza limiti di età) per andare in pensione. Questa forma di tutela è la più costosa. Secondo i sindacati servirebbero infatti 2,5 miliardi di euro. I costi elevati finora avevano spinto il Governo a non prenderla seriamente in considerazione. Ma nelle scorse ore il dibattito si è riaperto. Il ministro Padoan ha promesso di affrontare la questione a settembre, quando verrà presentato un piano di proposte ai sindacati. Per i lavori usuranti è inoltre allo studio un’agevolazione che prevede lo sconto di un anno a chi ha svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni una delle professioni presenti nella tabella allo studio del Ministero del Lavoro.

Le altre novità che verranno presentate nella prossima legge di Stabilità riguarderanno le ricongiunzioni gratuite tra diverse casse previdenziali. Si tratta di una misura che consentirà a 60-70 mila persone di riunire tutti i contributi versati senza più dover pagare la pesante penale. Il costo stimato per le casse statali è di 380 milioni nei primi 10 anni.

Il Governo sta affrontando anche la questione dei lavoratori precoci. Le politiche allo studio interesserebbero circa 60 mila beneficiari. Per lavoratori precoci si intende chi ha almeno 52 o 104 settimane di contributi versati prima della maggiore età. A questi soggetti verrà riconosciuta una contribuzione figurativa di 4 o 6 mesi per ogni anno di lavoro. In sostanza chi ha cominciato a lavorare a 16 anni avrà uno sconto di un anno nel computo dei contributi. Allo studio ci sono anche l’aumento della platea dei beneficiari dell’assegno pensionistico di 14esima, che prevede l’innalzamento del tetto da 12 a 13 mila euro annui. Infine la no tax area che passerebbe dagli attuali 7.500 euro a 7.750 euro per i pensionati sotto i 75 anni e da 7.750 a 8.000 euro per i pensionati over 75.