Retromarcia dell’Inps sulla circolare 149 del 28 dicembre che prevedeva che gli invalidi civili al 100%, per avere la pensione di invalidità, dovessero fare riferimento non più al solo reddito personale ma anche a quello del coniuge.
A renderlo noto lunedì la Cgil, fin da subito contraria a tale modifica, precisando che il direttore generale dell’Inps, Mario Nori, ha diramato un provvedimento dove si prevede che sia nella liquidazione dell’assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la pensione di inabilità civile si continuerà a far riferimento al reddito personale dell’invalido.
In attesa della preannunziata nota ministeriale a chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile e in considerazione di una interpretazione costituzionalmente orientata degli art.12 e 13 della legge 118/1971 – ha scritto il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori in una nota – si ritiene di non modificare l’orientamento amministrativo assunto a suo tempo dal Ministero dell’Interno e successivamente confermato nel tempo da questo Istituto“. “Pertanto – prosegue  il comunicato – , sia nella liquidazione dell’assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la pensione di inabilità civile si continuerà a far riferimento al reddito personale dell’invalido“.
Il blocco della circolare sulle pensioni di invalidità da parte dell’Inps è assolutamente positivo ed è il frutto della mobilitazione messa in atto dal sindacato per contrastare una decisione iniqua che rischiava di gravare pesantemente su decine di migliaia di invalidi al 100%”, il commento del segretario nazionale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, “ora il ministro Fornero deve dare seguito agli impegni assunti nei giorni scorsi e chiarire definitivamente la questione. Così infatti il problema rischia di ripresentarsi tale e quale in futuro ed è per questo che è fondamentale un intervento politico e governativo”.

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