Oramai gli italiani sono quasi abituati ai sacrifici. Dico quasi, perchè la rassegnazione ad accettare ogni taglio, ogni aumento di tasse, ogni accisa sulla benzina, sta esasperando il popolo del Belpaese e i primi segnali di protesta concreta si iniziano a far vedere.

Quella che sembrava una voce che serpeggiava tra i banchi di Camera e Senato, tra le righe di un decreto del Fare e uno del “Vediamo dove recuperiamo qualche ulteriore spicciolo”, pare che ora possa diventare una triste realtà. Sto parlando dei tagli messi in cantiere sulle pensioni di reversibilità.

Triste tema questo, dalla doppia faccia della medaglia. Se da un lato l’esborso dell’Inps è troppo elevato per quelle che un tempo erano le così dette pensioni d’oro, e che ora si sono tramutate in “reversibilità d’oro”, ci sono invece situazioni dove di dorato c’è solo il nastro di un panettone che a fatica si potrà acquistare a Natale.

Ora pare che l’intenzione sia quella di metter mano alla reversibilità di milioni di italiani. Questo sembra sia necessario in quanto come sempre i conti non tornano. E quando i conti non tornano, quando le casse “piangono”, si mette mano là dove le entrate sono sicure: pensioni e stipendi. Ovvio che anche gli stipendi non saranno esclusi dal passaggio della scura dei tagli, che si abbatterà sugli italiani nei prossimi mesi.

Ma la pensione di reversibilità è una doppia beffa. In quanto sono danari che l’ente Inps ha incassato e sottratto, giustamente, negli anni a persone che avrebbero magari investito diversamente per dare un futuro migliore alla propria famiglia. Ma costretti dall’ente, si sono ritrovati mensilmente il loro stipendio dilapidato da quel lordo, centinaia e centinaia di euro che oggi sono il tesoretto per vedove e vedovi che lottano quotidianamente con le difficoltà di questa maledetta crisi che ancora deve regalarci il peggio.

Ovvio che ci sono da fare dei distinguo importanti. Reversibilità da 5-6 mila euro, hanno un peso differente da quelle reversibilità che ammontano a qualche centinaio di euro. Qua infatti starà la bravura dell’ente: riuscire a differenziare le reversibilità, a seconda della somma incassata.

Potrebbe sembrare un articolo populista, provocatorio e schierato, mentre invece è solo un dar voce a quanti oggi vivono situazioni precarie e instabili, che solo grazie a quel danaro già sottratto ai tempi ad un loro caro, gli permette di vivere. Dignitosamente.