Insieme al decreto attuativo dell’APe Social, in Gazzetta Ufficiale n.138 del 16 giugno 2017 è stato pubblicato anche il decreto attuativo per la pensione anticipata precoci (quota 41) prevista dai commi 199 e seguenti della Legge di Stabilità 2017. A differenza dell’APe, avviata in via sperimentale per gli anni 2017-2018, la pensione anticipata precoci è una misura stabile, vediamo dunque quali sono i requisiti richiesti per accedervi.

Possono accedere alla pensione anticipata precoci i lavoratori che appartengono a una delle quattro categorie previste per l’APe Social e contemporaneamente possiedono almeno un anno di contributi versati entro il compimento dei 19 anni e hanno almeno 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.

Ricordiamo le categorie di lavoratori che possono accedere all’APe Social:

  • lavoratore disoccupato per cause involontarie: licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 604/1966. Il lavoratore deve aver concluso da almeno tre mesi eventuali ammortizzatori sociali. Sono richiesti almeno 30 anni di contributi;
  • caregiver, il lavoratore deve assistere da almeno sei mesi il coniuge, la persona in unione civile, o un parente di primo grado convivente, con handicap grave (almeno 74%). Sono richiesti 30 anni di contributi;
  • lavoratore con invalidità civile almeno al 74% e 30 anni di contributi;
  • lavoratore che svolge da almeno sei anni in via continuativa mansioni gravose (sono elencate nel decreto) con almeno 36 anni di contributi.

La pensione anticipata con la quota 41 non è compatibile con redditi da lavoro, autonomo o dipendente, fino a quando il pensionato non raggiunge il requisito per la pensione anticipata (42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne).

A regime, quindi dal 2018 le istanze vanno presentate entro il primo marzo per la quota 41.