Non ci sarà alcuna penalizzazione per chi sceglierà la pensione anticipata, ma solo un prestito con un piano di ammortamento ventennale, una copertura assicurativa e una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per i soggetti più meritevoli di tutela. Questo il succo della proposta che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Tommaso Nannicini e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno formulato nel corso dell’incontro coi sindacati, durante il quale hanno anche ribadito la volontà del governo di non toccare la riforma Fornero.

Nel dettaglio, funzionerà così. Un lavoratore a cui nel 2017 mancheranno solo tre anni per andare in pensione di vecchiaia potrà scegliere di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro e andare in pensione anticipata. In questo caso, attraverso l’Inps, sottoscriverà un prestito con la banca, che progressivamente gli anticiperà una somma pari al suo reddito per i tre anni in questione: per esempio il 70% della pensione spettante. Dopo un triennio avrà quindi accumulato un debito pari a 2,1 volte il trattamento annuale. Per restituirla in 20 anni dovrà quindi versare una rata pari al 10,5 per cento della pensione, che quindi si ridurrà di conseguenza. Se prendesse il 100 per cento del trattamento, la percentuale di riduzione salirebbe al 15. Con meno anni di anticipo le decurtazioni sarebbero ovviamente minori. E in ogni caso lo Stato attenuerà queste riduzioni con sgravi fiscali che andranno a premiare i pensionati più meritevoli di tutela, ovvero quelli coi redditi più bassi, fino al punto di annullare quasi del tutto la penalizzazione. Inoltre, in caso di decesso del pensionato prima della restituzione dell’intero anticipo, nulla sarà a carico degli eredi.

I sindacati, che temevano che la pensione anticipata possa costare circa una mensilità all’anno, hanno accolto positivamente se non la proposta, almeno il clima con cui si è sviluppato l’incontro con il governo. “C’è disponibilità del governo a entrare nel merito“, ha detto Susanna Camusso per la Cgil. “È cambiato il clima, si è attivato un confronto vero“, ha sottolineato la numero uno della Cisl Annamaria Furlan. Mentre Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil ha parlato di “piccole novità positive“. Il prossimo 23 giugno è stata fissata una nuova riunione sull’argomento per discutere più approfonditamente dei dettagli.