Chi volesse ottenere la pensione anticipata, può fare domanda all’Inps entro il 15 luglio 2017. Per ottenerla occorre aver maturato quarantuno anni di contributi quest’anno; chi volesse richiedere la pensione anticipata negli anni successivi, dovrà invece maturare tale requisito entro il primo marzo di ogni anno, a partire dal 2018. La notizia è diventata ufficiale dopo la pubblicazione del relativo decreto del Presidente del Consiglio che ha dato ufficialmente il via a quanto stabilito dall’ultima legge di bilancio.

Come richiedere la pensione anticipata

Chi quest’anno matura il requisito di quarantuno anni di contributi regolarmente versati deve effettuare una doppia domanda all’Inps per poter ottenere il riconoscimento della pensione anticipata. La prima domanda occorre per poter procedere con la verifica dei requisiti richiesti; la seconda domanda consente invece di accedere all’assegno pensionistico. Le procedure devono concludersi entro il 15 luglio per poi ricevere una risposta da parte dell’Inps stessa entro il prossimo 15 ottobre. Entro tale data, infatti, l’Istituto di previdenza può rispondere indicando la prima data utile per usufruire del beneficio oppure che la domanda è stata attualmente non accettata per mancanza di fondi a copertura oppure, ancora, che il richiedente non è in possesso dei requisiti richiesti.

Chi ha necessità di cumulare più periodi versati in gestioni diverse per arrivare al totale di quarantuno anni di contributi potrà farlo, stando a quanto riportato all’interno del Decreto del Presidente del Consiglio che ha dato attuazione alla pensione anticipata.

Chi può richiedere la pensione anticipata

Oltre al requisito di quarantuno anni di contributi versati, il lavoratore richiedente tale prestazione previdenziale deve rientrare in una delle quattro categorie indicate dalla legge. Le categorie sono le seguenti:

  1. lavoratori in stato di disoccupazione;
  2. assistere da almeno sei mesi un coniuge/parente di primo grado convivente con handicap grave;
  3. lavoratore con percentuale di invalidità non inferiore al 74 per cento;
  4. lavoratori che svolgono determinati lavori (come insegnanti nella scuola dell’infanzia o il personale sanitario) e lavori classificati come usuranti.