La Riforma delle Pensioni inserita nella Legge di Bilancio 2017 ha introdotto una nuova forma di flessibilità nel mercato del lavoro italiano, consentendo la pensione anticipata mediante un anticipo pensionistico, chiamato APe. Sono state previste tre forme di APe: APe sociale, APe volontaria e APe aziendale. Quest’ultima è la forma di pensione anticipata mediante anticipo che prevede un accordo tra dipendente e datore di lavoro, poiché quest’ultimo dovrà farsi carico di finanziare l’APe al secondo.

La normativa, per la quale ancora non sono stati emanati i decreti attuativi, prevede (comma 172) che l’impresa paghi:

Alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell’APe, un contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ai contributi previdenziali calcolati in base allo stipendio del lavoratore (articolo 7 legge 184/1997).

Per calcolare il costo a carico del datore di lavoro si parte dalla contribuzione volontaria, che è il parametro di partenza per la somma che l’impresa è tenuta a versare all’INPS, pari al 33% dell’imponibile delle ultime 52 settimane di lavoro. L’accordo fra le parti può essere migliorativo rispetto a questo livello minimo. Il contributo dell’azienda deve essere versato in un’unica soluzione, l’obiettivo è aumentare il montante contributivo del dipendente dandogli così accesso alle pensione piena.

Terminata l’APe, che viene erogata con 12 mensilità annue, il lavoratore percepisce la pensione vera e propria, sulla quale dovrà pagare le rate per restituire l’intero importo anticipato in 20 anni. L’APe Aziendale prevede inoltre uno sconto, sotto forma di detrazione fiscale del 50% della quota interesse della rata, che dovrebbe aiutare ad ammortizzare il costo dell’anticipo pensionistico.

Come requisito viene richiesto che l’azienda sia interessata da un piano di ristrutturazione aziendale, ma è accessibile anche ai dipendenti delle aziende con meno di 15 dipendenti. Al lavoratore viene invece richiesto di aver compiuto 63 anni ed avere almeno 20 anni di contributi versati, in più l’APE aziendale è esercitabile a 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione. Ricordiamo che l’APe si applica in via sperimentale nel 2017 (da maggio) e 2018, per gli anni successivi bisognerà attendere eventuali proroghe della misura.