Il 43% dei pensionati italiani, 6,8 milioni di persone, “assorbe circa il 20% della spesa annua complessiva ricevendo una o più prestazioni d’importo medio mensile inferiori ai mille euro lordi”.
“Tra questi – si legge nel rapporto annuale Inps 2013 pubblicato ieri -, il 13,4%, pari a 2,1 milioni, si situa al di sotto di 500 euro”.
Il reddito medio da pensione, spiega l’ente previdenziale, è di 1.081 euro per le donne e di 1.547 per gli uomini, mentre il reddito pensionistico medio (la somma di tutti i redditi da pensione, sia di natura previdenziale che assistenziale, percepiti da ciascun pensionato ed erogati dai diversi enti) al 31 dicembre 2013 risulta pari a 1.297 euro lordi mensili.

Lo scorso anno l’ente previdenziale ha erogato mensilmente oltre 21 milioni di pensioni previdenziali e 15,8 milioni di trattamenti aventi natura assistenziale.
Aggiungendo le indennità di accompagnamento agli invalidi, l’ammontare della spesa complessiva è stata di circa 266 miliardi di euro, 4,5 miliardi in più del 2012 (261,5 miliardi).
Il 2013 si è chiuso con “un saldo negativo di 9,9 miliardi”, legato “in larga parte” al profondo rosso dell’ex Inpdap, ma il patrimonio netto, specifica il rapporto Inps, è stato pari a 7,5 miliardi, dato (di preconsuntivo) in miglioramento tenendo conto della Legge di stabilità: di conseguenza, la “sostenibilità del sistema pensionistico” non è a rischio.

“Dei 14,3 milioni di pensionati Inps – si legge nel rapporto annuale del commissario straordinario Vittorio Conti -, cifra al netto dei beneficiari di pensioni assistenziali, 5 milioni hanno percepito una rendita media di 702 euro lordi mensili ed altri 1,2 milioni di soli 294 euro”.
Si tratta di pensioni, ha spiegato, “prevalentemente originate dal vecchio sistema retributivo, il cui esiguo importo è riconducibile in larga misura a carriere lavorative complessivamente troppo brevi e discontinue”.
“La crisi e le sue mutazioni nel tempo – prosegue Conti – stanno approfondendo ed esasperando problematiche sociali latenti con l’aggiunta di nuovi soggetti deboli: milioni di disoccupati e inoccupati giovani e meno giovani, famiglie prive di reddito stabile a rischio povertà ed esclusione sociale” (foto by InfoPhoto).