In sei anni di crisi un pensionato italiano ha perso circa 1.400 euro di potere d’acquisto, più di 118 euro al mese.
L’Italia, ha ricordato sabato il presidente di Confesercenti Marco Venturi, in occasione dell’incontro estivo dei pensionati della Fipac-Confesercenti, quest’anno a Brindisi, è “l’unico Paese dove i pensionati pagano, in proporzione, più tasse di quando erano attivi”.
Accade così – ha aggiunto – che il pensionato subisca un maggior prelievo rispetto al dipendente e che tale extra imposta sia più forte tanto più la pensione è bassa: 72 euro per una pensione pari a tre volte il minimo e 131 rispetto alle pensioni d’importo inferiore. Nel resto d’Europa non è così; anzi, avviene il contrario. In tutti i Paesi, a parità di reddito, un pensionato paga in misura inferiore del dipendente”.

L’esercito dei ‘tartassati’. Di conseguenza, ha dichiarato poi il numero uno di Confesercenti, “i nostri pensionati sono i più tartassati d’Europa”, spiegando che su un assegno di pensione corrispondente a 1,5 volte il trattamento minimo Inps, un cittadino italiano versa al Fisco il 9,17% dello stesso, mentre i pensionati di Germania, Francia e Spagna e Regno Unito zero.
Nel caso di un assegno previdenziale pari a tre volte il minimo, ha continuato Venturi, “il pensionato italiano è soggetto ad un prelievo doppio rispetto a quello spagnolo, triplo rispetto a quello inglese, quadruplo rispetto a quello francese e, infine, incommensurabilmente superiore a quello tedesco: si va dagli oltre 4mila euro sopportati dal pensionato italiano ai 39 a carico del pensionato tedesco!”(foto by InfoPhoto).