Il Rapporto sulla coesione sociale redatto dall’Inps in questi giorni sta facendo il giro delle testate giornalistiche perché mette in evidenza alcune storture del mercato del lavoro italiano. Primo la disparità tra uomo e donna e poi anche le differenze negli stipendi tra i vari tipi di lavoratori. Il Rapporto sulla Coesione sociale – che avremo modo di spulciare anche noi – mette in evidenza un mercato del lavoro molto discriminante nei riguardi delle donne e degli immigrati. Le donne per esempio sono sempre confinante nei lavori part-time e in generale guadagnano meno degli uomini. Il gap poi aumenta se si prende in esame l’universo dei lavoratori immigrati.

Ma non se la passano bene nemmeno i pensionati e gli inoccupati.

Sui pensionati diciamo che nel 2010 erano circa 16,7 milioni e quasi la metà di questi, il 49,4 per cento non poteva vantare un reddito superiore ai 1000 euro. In più il 37,4% dei pensionati percepiva un assegno tra i 1000 e i 2000 euro e soltanto il 13% aveva un “reddito” superiore ai 2000 euro.

Se si considerano invece i giovani, si nota che sono 2,1 milioni i Neet, Not in education, emplyment or training, cioè quelli che non lavorano e non studiano. In genere il 38% dei Neet appartiene all’insieme dei ragazzi tra 20 e 24 anni e il 14% è di nazionalità straniera.