È tempo di conti per l’Inps.
L’ente previdenziale ha pubblicato ieri il Bilancio Sociale relativo al 2011 e i dati non fanno che confermare un Paese dov’è davvero complicato parlare di ripresa. Dei 13,941 milioni di pensionati, infatti, il 52%, più di 7,2 milioni di persone, ha percepito l’anno scorso meno di 1.000 euro al mese, il 24%, circa 3,3 milioni di cittadini, ha ricevuto emolumenti tra 1.000 e 1.500 euro, il 12,7% tra 1.500 e 2.000 e l’11,2% ha visto un assegno previdenziale superiore a 2.000 euro mensili. Il reddito pensionistico medio lordo, cioè la somma dei redditi da pensione di natura previdenziale e di natura assistenziale erogati da tutti gli enti previdenziali, è stato di 1.131 euro mensili (930 euro per le donne e 1.366 per gli uomini), cifra che crolla a 698 euro se si osserva il dato per i soli “nuovi” pensionati del 2011. Per Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, “i dati Inps confermano l’addensamento verso il basso della platea dei pensionati”. “Oltre la metà di essi ha una pensione sotto i mille euro al mese. Si tratta di cifre che evidenziano il grado assai elevato di ingiustizia sociale presente nel Paese. La mancanza, ormai da anni, di interventi di adeguamento del potere d’acquisto dei pensionati, accanto ad indicizzazioni parziali o del tutto mancanti, come avviene nel 2012 e nel 2013 per importi superiori a tre volte il minimo, contribuiscono a creare una situazione socialmente difficile”.

Qualche dato. Dal punto di vista dell’età più del 75% dei titolari di almeno una pensione ha dai 65 anni in su, con gli ultraottantenni che rappresentano un quarto del totale, mentre coloro che vanno dai 40 ai 64 anni rappresentano poco più del 22%. Quasi il 50% dei pensionati, inoltre, è concentrato nella parte settentrionale del Paese, percentuale che scende al 31% al Sud e al 19% nel Centro, con un’oscillazione del reddito pensionistico medio che va da 920 euro mensili nel Mezzogiorno a 1.238 euro al Nord.
Nel 2011, si legge nel Bilancio sociale, la spesa previdenziale lorda complessiva, compresi gli assegni di accompagnamento agli invalidi civili, è aumentata dell’1,7% rispetto al 2010, da 191,2 a 194,4 miliardi. Di questi, circa 169,9 hanno coperto pensioni di natura previdenziale (vecchiaia/anzianità, invalidità/inabilità e pensioni ai superstiti) e 24,6 pensioni assistenziali (soprattutto pensioni e assegni sociali e trasferimenti agli invalidi civili).
Le nuove pensioni partite lo scorso anno ammontano a 964.487, -14,5% rispetto al 2010, il 56% delle quali costituite da prestazioni di natura previdenziale e il 44% da trattamenti assistenziali. L’età media dei nuovi pensionati è 66,4 anni e il reddito medio mensile lordo 698 euro.

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