La pensione ormai è un traguardo sempre più difficile da raggiungere per gli italiani. Dal primo gennaio di quest’anno, fatte salve alcune eccezioni, si potrà andare a riposo solo dopo aver compiuto 66 anni e 7 mesi. E anche dopo essere diventati pensionati le cose non sono semplici, visto che con la decurtazione sull’ultimo stipendio non sarà semplice sbarcare il lunario. A meno che si decida di emigrare verso altri lidi dove il costo della vita è decisamente più basso e magari vengano garantiti alcuni benefici fiscali per chi ha lasciato il lavoro.

Se avete dubbi sulla scelta vi viene in aiuto l’Annual Global Retirement Index. Di che cosa si tratta? Della classifica che ogni anno International Living – una rivista che dal 1979 si occupa di cercare i posti migliori del mondo in cui vivere, lavorare ed investire – fa per stabilire i migliori posti in cui vivere per i pensionati. Questa hit parade prende in considerazione una decina di variabili differenti, come la qualità delle infrastrutture, i benefici fiscali, la qualità della vita, il clima, l’intrattenimento e la possibilità di ottenere la residenza.

in prima posizione quest’anno c’è Panama, un risultato che è stato ottenuto soprattutto per i benefici fiscali e l’iter semplificato per ottenere la residenza. Dietro il paese dell’America centrale si sono piazzati l’Ecuador, il Messico, la Costa Rica, la Malesia. Al sesto posto troviamo la Colombia, al settimo posto la Thailandia, all’ottavo il Nicaragua, mentre a chiudere la top ten ci sono due paesi europei: la Spagna ed il Portogallo. Il loro punteggio è determinato soprattutto dalla qualità delle infrastrutture e dallo stile di vita.