Il sistema pensionistico sta cambiando anche sotto la spinta propulsiva di Mario Monti che ha deciso di rinnovare il sistema previdenziale e renderlo più sostenibile nel lungo periodo.Per questo, a distanza di un giorno dalla presentazione delle misure ufficiali che il governo intende applicare, arrivano i primi esempi relativi alle persone, ai cittadini italiani che “subiranno maggiormente” a livello economico, il piano di rilancio del paese.

Repubblica.it si è proposta di fare dei casi pratici individuando negli italiani classe 1952, i più penalizzati dalla riforma pensionistica di Monti. Perché? Per loro è previsto un posticipo della pensione.

Quindi coloro che l’anno prossimo compiono sessant’anni, sembra debbano restare nel mercato del lavoro almeno altri cinque anni. Coloro che invece sono nati nel 1951, si possono dire anagraficamente privilegiati. Per loro si aprono le porte della pensione se ci sono gli anni di servizio giusti.

In pratica i nati nel 1951 che appartengono alla categoria dei lavoratori almeno dal 1975 ed hanno accumulato nel 2011 almeno 36 anni di contributi, potranno entrare nell’insieme dei pensionati subito.

La riforma, in generale, prevede che possano ottenere la pensione di vecchiaia quelli che hanno compiuto 66 anni, oppure che possano ottenere la pensione anticipata se lavorano da almeno 42 anni. Per le donne si parla di 66 anni per la pensione di vecchiaia e 41 anni di contributi per la pensione anticipata.