In questo momento i mercati e l’Europa stanno vivendo con apprensione l’evolversi della condizione spagnola che si è palesata in tutta la sua drammaticità nelle ultime ore della giornata di ieri. Tutto ruota attorno al debito, ancora una volta. 

Il problema della Spagna, è facile intuirlo, è il debito. E’ stato infatti accumulato un deficit di circa 50,13 miliardi di euro soltanto nei primi otto mesi del 2012, da gennaio ad agosto. Il debito descritto rappresenta il 4,77 per cento del PIL del paese ed è aumentato del 23,8 per cento rispetto all’anno scorso.

Il governo spagnolo ha spiattellato i dati davanti alla popolazione spiegando che comunque è tutto sotto controllo e si spera entro l’anno di tornare ad un debito equivalente al 4,5 per cento del PIL. Intanto le Regioni soffrono la pressione fiscale.

A Madrid, i cittadini “indignati” sono di nuovi scesi in piazza ed hanno manifestato davanti al Parlamento spagnolo denunciando una democrazia che è sotto lo scacco dei mercati finanziari. A livello regionale la Catalogna ha annunciato di andare alle elezioni anticipate entro novembre rivendicando così il diritto all’autodeterminazione.

In effetti, dopo la festa indipendentista dell’11 settembre e dopo il rifiuto da parte di Rajoy di negoziare il patto fiscale, Mas si è deciso a convocare le elezioni. Oggi la Catalogna rappresenta la regione più indebitata.