Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, ha illustrato oggi durante il Consiglio dei Ministri la nuova strategia energetica nazionale che guarda al 2020 come principale orizzonte di riferimento. Il piano si propone, tra le varie cose, l’obiettivo di allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei per tutte le fonti energetiche (elettricità, gas e carburanti). In più è prevista la riduzione di circa 14 miliardi di euro all’anno di fattura energetica estera, contro i 62 miliardi attuali, con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero, grazie a efficienza energetica, aumento produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e maggiore produzione di risorse nazionali.

Prevista inoltre il 20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (rispetto al circa 10% del 2010). Il Governo si attende che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico, al pari o superando leggermente il gas, rappresentando il circa 36-38% dei consumi (rispetto al 23% del 2010).

La strategia ha posto in più come target la riduzione di circa il 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 (ovvero, -4% rispetto al 2010), superando gli obiettivi europei di -20%, principalmente grazie alle azioni di efficienza energetica.

Saranno 180 miliardi di euro gli investimenti stimati da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta, precisa la nota di Palazzo Chigi, di investimenti privati, in parte supportati da incentivi, e previsti con ritorno economico positivo per il Paese.

Il Governo si è proposto di avviare un ampio dibattito pubblico e di confrontarsi apertamente su queste scelte con tutte le parti interessate. A tale proposito, è stata predisposta una consultazione on-line sul sito web del Ministero attiva da oggi. L’obiettivo è di giungere entro circa due mesi alla definizione di obiettivi, scelte di fondo e azioni prioritarie quanto più possibile condivisi, nell’interesse generale del Paese, per poi approvare il testo nel Consiglio dei Ministri.