Settimana di passione per Piazza Affari quella prima di Pasqua: nelle quattro sedute da lunedì a giovedì il FtseMib ha fatto registrare un calo totale del 4,4%. Si tratta del peggior dato settimanale del 2013: per trovare una settimana più nera per la borsa di Milano occorre infatti risalire allo scorso settembre.
Giovedì scorso, ultima giornata di contrattazioni prima di Pasqua per la chiusura di venerdì Santo, l’attesa per una ripresa dai tonfi incassati da lunedì a mercoledì ha caratterizzato l’intera giornata e il mercato si è mantenuto in terreno positivo fino a mezz’ora dal termine della seduta, quando si è avviato ad un progressivo calo fino alla chiusura negativa (-0,10%). C’è stato un modesto recupero delle banche (quasi tutte con il segno più), mentre sono scesi i titoli industriali.
Per Milano marzo si chiude con un bilancio in rosso del -3,7% circa, che va ad aggiungersi al -8,7% di febbraio: dall’inizio dell’anno le perdite su Piazza Affari sono arrivate così al 5,7%.
A pesare sul mercato azionario nostrano, oltre all’incertezza politica post-elettorale, il caso Cipro e i timori che le soluzioni dettate dalla Troika per il salvataggio dell’isola possano essere allargate anche agli altri Paesi dell’eurozona in difficoltà: il prelievo straordinario sui depositi è stato accolto come un precedente molto significativo per risolvere le crisi bancarie in Europa, generando una forte diffidenza verso i Paesi più a rischio come Italia e Spagna e le loro banche. Non a caso, da lunedì a mercoledì, giorni cardini per la soluzione e la gestione della crisi cipriota, Intesa ha perso il 7,2% e Unicredit l’8% e solo giovedì, dopo la riapertura senza disordini delle banche di Cipro, sono ripartiti gli acquisti sui bancari italiani.